giovedì 8 agosto 2013

Laicità dello stato e concezione del mondo

Nell'ultimo mese mi è capitato di scrivere su facebook o su altri blog dei commenti abbastanza articolati. Poiché si tratta di informazioni che possono tornare sempre utili, ho deciso di riportarli anche nel mio blog per averli a portata di mano ed eventualmente citarli quando necessario.

Quello che segue è un commento che avevo pubblicato in una discussione in cui si parlava di laicità dello stato in rapporto a ben noti temi di cui tanto spesso si dibatte: libertà religiosa, aborto, matrimonio gay etc. Sono alcune considerazioni di carattere generale che illustrano quali siano, secondo me, le vere questioni alla base di tutto il dibattito pubblico.

La comune concezione dello stato laico, che in linea di principio dovrebbe rispettare ogni religione ed essere totalmente neutrale dal punto di vista etico, è semplicemente contraddittoria ed in ultima analisi un inganno. Ciò che è in gioco infatti nell'attuale dibattito è la questione su cosa sia l'uomo, e dalla risposta che si dà a questa domanda discendono le diverse proposte legislative, che pertanto non sono neutrali, ma frutto di una ben precisa scelta di campo. Approvare il divorzio non è neutrale, come non lo è approvare l'aborto o fare una legge che accolga in sé le tesi della teoria del gender; si tratta bensì, in tutti questi casi, di scelte fondate su ben precisi canoni metafisici, antropologici ed etici. La neutralità pertanto non esiste. In campo ci sono due concezioni del mondo e dell'uomo che sono tra loro radicalmente inconciliabili, ma che rivendicano entrambe la propria veracità.
Si dovrebbe invece ricordare che il concetto di stato laico nasce con il cristianesimo. Nella dottrina cristiana vengono infatti classicamente distinte verità di ragione e verità di fede. Lo stato laico dovrebbe fondarsi sulle prime, ed essere neutrale rispetto alle seconde. Così, per fare un esempio banale, è verità di ragione che l'aborto sia sbagliato, ma è verità di fede che si debba rendere culto a Dio. Paradossalmente proprio gli illuministi, tanto anticristiani, proponevano un'idea di stato laico fondato su un diritto naturale in larga parte compatibile con la fede cristiana, perché è comunque in rapporto ad essa che anche gli illuministi elaborarono le loro idee.
Ma questa distinzione tra verità di fede e di ragione non è a priori estendibile a qualsiasi contesto religioso e culturale, ed infatti una concezione siffatta di stato laico è propria solo dell'occidente cristiano e non ha altri esempi nella storia.
Gli errori sono nati invece quando si è preteso di far saltare il particolare riferimento al cristianesimo stabilendo di autorità che tutte le religioni (e anche tutte le filosofie) fossero sullo stesso piano. Questa pretesa neutralità, imposta a priori senza riferimento al contesto è, come spiegato sopra, contraddittoria e di fatto nasce da un'impostazione ideologico-razionalista e non realistica.

1 commento:

Mauro Mendula ha detto...

La contraddittorietà è ancora più evidente se si guarda ai paesi mussulmani, dove tra sharia e stato 'laico' tertium non datur. Di contro le società laiciste stanno mostrando il loro vero volto (Canada e Francia in primis) caldeggiando una 'religione civile' che limita su ogni fronte la libera professione delle altre. Il vero stato laico o è cristiano o non è.
Saluti