giovedì 5 settembre 2013

Riflessioni sul principio di causa e le cinque vie tomiste

Quando un paio di anni fa decisi di aprire questo blog credevo di poter sviluppare in esso un sistematico percorso teoretico volto ad esporre e chiarire (e chiarirmi) le mie idee metafisiche. Tuttavia, un po' per mancanza di tempo e un po' per carenza di capacità (non ho la scrittura facile), il blog è sempre stato aggiornato raramente. Ho deciso allora di abbandonare la pretesa sistematicità e limitarmi ad esporre le varie riflessioni che giorno per giorno sorgono dalla discussione con altre persone, dalla lettura di libri ed articoli, o spontaneamente dal flusso di coscienza. Si può infatti notare che ultimamente il numero di post è sensibilmente aumentato.

Tempo fa, a seguito di una discussione con un amico filosofo, buttai giù una serie di riflessioni sul principio di causa e sul valore delle cinque vie tomiste per dimostrare l'esistenza di Dio. Il mio amico è un cattolico di ferma fede, non è per nulla impressionato dalle dimostrazioni di Tommaso, non ne capisce la necessità né il motivo per cui invece io le ritenga tanto importanti. Io che sono teista solo grazie alla metafisica di Tommaso, ma agnostico in fatto di Rivelazione, cercavo di fargli capire il valore di queste dimostrazioni, e di come esse siano validissime e restino salde anche di fronte a tutti i tentativi di critica che gli sono stati mossi contro da diverse scuole filosofiche.

Convinto che si tratti di riflessioni valide, e magari utili per qualcuno, le riporto qui, come dicevo, senza alcuna pretesa di sistematicità e completezza (si noterà forse che la discussione procederà un po' a salti, infatti il contesto era una lunga ed articolata discussione avuta con il mio amico, e non posso stare qui, e sarebbe forse anche inutile e noioso, a riportare tutti i dettagli, me ne scuso).